Gruppo di lavoro sui rifiuti

"Il riciclaggio dei rifiuti è garanzia di sostenibilità"

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Cosa proponiamo

Come Gruppo di lavoro sui rifiuti proponiamo un’alternativa all’incenerimento dei rifiuti e al conferimento in discarica. Si tratta di un impianto meccanico studiato e realizzato allo scopo di trasformare in oggetti di largo consumo le plastiche post-uso, le plastiche da scarti industriali e il rifiuto secco della raccolta differenziata (il video).

Ciclo del riciclaggio dei rifiuti - Cliccare per vedere il video .



Il gruppo

L’attività del Gruppo di lavoro sui rifiuti nasce nel 2008 quando venne annunciato che era imminente la pubblicazione di un bando per la riedificazione dell’impianto di incenerimento di Verona, situato in località Ca’ del Bue.

Nell’estate del 2008 Gianpaolo Butturini, perito industriale, esperto montatore di impianti per la panificazione, aggregò il gruppo facendo conoscere il giovane ingegnere Francesco Zanetti, progettista di impianti meccanici, e l’architetto Vincenzo Genovese, urbanista d’esperienza.

I tre erano già attivi contro i progetti delle amministrazioni veronesi di ricostruire l’inceneritore di Ca’ del Bue. Fu subito chiaro che ci voleva un’alternativa all’incenerimento perchè il problema dei rifiuti andava comunque risolto. In particolare si doveva trovare un modo per utilizzare il residuo secco della raccolta differenziata, cioè ciò che resta dalla separazione dei materiali con la raccolta differenziata. Fino ad allora il residuo secco non aveva altra destinazione che essere bruciato o conferito in discarica. Il gruppo iniziò orientato verso le tecnologie della pirolisi e gassificazione. Si contattarono anche produttori di gassificatori per rifiuti (come la EkoTechnology) ma senza trovarne qualcuno che li commercializzasse veramente. All’inizio di agosto 2008 doveva essere pronto il gassificatore di rifiuti con torcia al plasma di Malagrotta (Roma) ma poi ritardò e a novembre venne sequestrato per smaltimento di rifiuti senza permessi. Tuttora non se ne sa niente.

In seguito, il gruppo venne a conoscenza dell’impianto del Centro Riciclo di Vedelago (TV), tramite il sito e i filmati. Prese contatto con la responsabile, Carla Poli, e visitò il centro. L’impianto offre tuttora una valida soluzione alla chiusura del ciclo dei rifiuti: la signora Poli dichiara che, di quello che entra, va in discarica solo il 3%, costituito da vetri sporchi. Si ricorda che un inceneritore produce scorie solide dalla combustione per il 25% circa delle tonnellate di rifiuto che brucia. Tuttavia l’impianto di Vedelago ha dei costi di trasformazione piuttosto elevati e non produce un prodotto finito ma un semilavorato (la sabbia sintetica) che necessita di aziende che lo acquistino per lavorarlo e farne dei prodotti da vendere sul mercato. Inoltre, il rifiuto secco che entra nell'impianto, entra nella miscela per un massimo del 15%, il resto √® rifiuto plastico monopolimero. Quello di Vedelago resta comunque un metodo valido su piccola scala, per dare una nuova vita ai rifiuti che avanzano dalla raccolta differenziata, e ciò è dimostrato dal fatto che nuovi impianti di questo tipo sorgono in Sicilia, Sardegna, Lazio e Campania.

L’attività principale del Gruppo di lavoro sui rifiuti è il continuo aggiornamento. I tre frequentano fiere e visitano impianti di trattamento di rifiuti e officine meccaniche. Proprio nell’ambito dell’osservazione dello sviluppo della tecnologia, i tre vengono a conoscenza dell’impianto che è oggetto di questo sito (vedi: Impianto - breve). Due ricercatori romagnoli hanno messo a punto dopo anni di prove e sperimentazioni, una macchina che è una versione estremamente avanzata di una comune macchina per lo stampaggio della plastica. Grazie a questa macchina brevettata e ad un particolare approccio al rifiuto conferito, i due ricercatori sono arrivati a realizzare un impianto capace di trattare plastica miscelata col rifiuto secco urbano e a produrre oggetti di largo consumo. Questa tecnologia è vincente perchè è il mercato che tira la filiera, che vuole il prodotto.